CHI SCIOGLIE IL KARMA DI FAMIGLIA

Quello che sembra difficile per uno è possibile per un altro, in quanto tutti abbiamo la stessa possibilità, ma non gli stessi tempi. I tempi sono molto importanti finché siamo nella terza dimensione e viviamo in un concetto di tempo lineare. E anche dopo, o meglio fuori dal tempo lineare, hanno il loro rilievo fondamentale, ma con connotazioni diverse e sviluppi differenti.

La nostra diversità di azione riguardo alla tempistica e alla temerarietà di intraprendenza in qualche cosa che è innovativo, ci rende più o meno disponibili ad agire per gli altri in determinate situazioni e a fornire il nostro supporto per il cambiamento di un insieme di persone. In ogni gruppo c’è qualcuno che si offre per la spinta in avanti del gruppo stesso, sia a livello consapevole che inconsapevole, quando si è su madre Terra. Tale atteggiamento può sembrare scorretto o ingiusto riguardo a chi assume il compito, ma ad uno sguardo più approfondito appare utile e comprensibile anche per chi se ne fa carico.

Ogni epoca ha bisogno di illuminazione e così ogni gruppo, ma si sa che la luce deve essere dosata per chi non la vede da tanto, per evitare che abbagli e che non sortisca l’effetto voluto. La luce è conoscenza e la conoscenza non si può dare tutta insieme, ma al contrario deve essere assimilata con i passaggi necessari per ciascuno di noi. E qui si ritorna al tempo e alla sua utilità nel mondo di terza dimensione, dove ancora prioritariamente viviamo. Le epoche sono fatte dai gruppi, che orchestrano l’insieme, e dai singoli che spingono, rompono gli schemi, hanno visioni diverse. Questi ultimi solitamente sono coloro che prendono l’iniziativa di voler infrangere pesi passati e presenti di gruppi familiari e di voler proporre una nuova possibilità ai propri cari, che amano molto.

L’amore in questa scelta è fondamentale, come lo spirito di sacrificio ad esso legato, perché sovente, se non sempre finora, tali persone sono state e sono ignorate e vilipese per molto tempo, in una o più vite. Ciò deve fare riflettere, perché un dono dovrebbe essere apprezzato nella normalità delle cose, ma nell’usualità dei fatti non è così, tutt’altro. Questo nell’Aldilà lo sappiamo e chi vuole aiutare a cambiare il karma di una famiglia o gruppo lo sa nel suo profondo e lo accetta, per quanto da un punto di vista umano possa soffrirne intensamente. Non c’è cattiveria in questo, ma c’è accettazione totale da parte di chi comanda il gioco di un gruppo. Ricordate che i grandi si fanno piccoli per insegnare e che chi trascina e spinge innanzi tutto serve.

Il concetto di servizio è strettamente collegato all’amore e al sacrificio. Solo che quest’ultimo, in una visione non solo terrena, non ha connotazioni pesanti, ma lievi come la sua parola indica, sacrum facere, fare il sacro. È una scelta che porta a visioni e responsabilità più ampie, accettate e condivise con altri a livello superiore, che fanno lo stesso percorso, uguale o più contenuto nell’espressione e nel coinvolgimento.

Nel passar del tempo il karma di una famiglia si accumula, come le tossine di un solo organismo, che nascono in particolar modo da una o più delle sue parti, ma poi si diffondono a raggiera fino ad inquinare il tutto. E quindi per liberarcene bisogna ripulire l’insieme, altrimenti nessuna sua componente starà veramente bene, neanche la più sana. In quest’ottica siamo disposti ad agire per gli altri e a prendere l’incarico di sciogliere un karma familiare a livello sottile, e così la scelta è prioritaria per tutti, per chi la sviluppa e per chi ne beneficia ancor prima di diventarne consapevole.

Inoltre, stare bene e proseguire il proprio percorso di crescita, senza dare una mano a chi annaspa ancora in situazioni vecchie, non ripaga chi è sa che siamo tutti parte di un tutto, né chi ama coloro che ha accanto. La famiglia è importante per questo, insegna a considerare l’altro come se stesso e a donare, indipendentemente dall’utilità pratica per noi. Di solito chi ama di più o prima impara a farlo è colui che ha la possibilità di condurre una famiglia. Guardate le madri, sono loro in genere che costituiscono il fulcro di una famiglia e che sono pronte a sacrificarsi per gli altri componenti. Sono anche quelle che suggeriscono i rimedi in molte situazioni e che gioiscono dei successi degli altri.

Allargato, questo stesso atteggiamento aiuta a capire che cosa fa chi infrange una situazione consolidata nel tempo e incancrenita nelle sue sfaccettature. Quando un gruppo familiare nel corso degli anni e secoli si presenta appesantito enormemente dai pesi dei singoli sia separatamente che nell’insieme, necessita l’intervento di qualcuno che se ne faccia carico e spezzi, con le proprie ricerche e energie, l’insieme che si è creato. Non sono santi o yogi coloro che lo fanno, non necessariamente, ma sono anime in cerca di una grande realizzazione, che vogliono verificarsi e dare una possibilità agli altri, in un’ottica generale d’insieme.

Sono persone che sanno fermamente, dentro di loro, che siamo parte di un tutto e che il male degli altri ci appartiene e la loro sofferenza è la nostra.

Questo cambia la visuale terrena e rispecchia quella divina. E in tale visione è utile anche per chi fa una simile scelta aiutare, nonostante le sofferenze che ciò possa portargli sul piano fisico e terreno. Capite che un grande comportamento non è mai scevro da conseguenze, neanche per chi lo attua. Ma è accettato e nell’accettazione c’è la grandezza. Così si svolge il mondo, per ora, e così contattiamo gli altri e noi stessi in fondo al cuore, dove è l’origine del nostro fare, scegliere e desiderare più profondo che possiamo avere, dove è l’origine della vita, in fin dei conti.

Chi aiuta lo sa, sia che si tratti di un gruppo familiare o no, perché sempre si tratta di famiglie di anime, che hanno aspetti, scelte, mancanze, passato e futuro in comune o simili. E qui arriviamo ad un altro aspetto dell’intervento per sciogliere il karma familiare. Il suo effetto non si limita alle persone presenti nella famiglia al momento, ma tocca tutto il gruppo familiare nel suo insieme, per il futuro e anche per il passato.

Nel futuro perché un impulso differente immette nell’insieme familiare una possibilità che prima non c’era a livello energetico, alla quale i nuovi discendenti si potranno attaccare, anche se gli attuali membri insistono a non volerla considerare. Questo perché una innovazione immessa in una famiglia diventa una possibilità ereditata da tutti, anche per chi non è a conoscenza del fatto in modo consapevole.

Nel passato, perché il tempo lineare esiste solo nella terza dimensione e quando si agisce a livelli differenti, più sottili, dove si muovono le innovazioni e tutte le azioni dettate dal cuore, il nostro operato è in uno spazio atemporale che tocca anche gli antenati. Chi ha lasciato il corpo non potrà beneficiarne fisicamente sul momento, ma ne sarà coinvolto a livello energetico nell’Aldilà e potrà averne benefici immediati e successivi nell’incarnazione futura. Considerate che nell’Aldilà è mantenuto un filo conduttore con la famiglia e la discendenza e spesso chi ha lasciato il corpo si interessa dei propri familiari sulla Terra ed è toccato dal loro comportamento.

Gli scambi esistono e ciò che fa bene a noi, a un livello più sottile, fa bene a chi con noi ha o ha avuto rapporti, anche indiretti, tanto più se si tratta di legami familiari, in quanto particolarmente forti.

Chi prende su di sé l’intervento di rottura di un karma familiare, sia esso specifico per una questione o riguardante tutto l’insieme, ha il dono e la possibilità di infrangere definitivamente un meccanismo malsano e non più in linea con le prospettive future. Per questo avrà bisogno di un grande aiuto, perché le energie con le quali entrerà in conflitto saranno molto salde e radicate. Così chi viene ad infrangere il karma familiare sarà molto aiutato sulla Terra e ben preparato nell’Aldilà, prima di scendere. Sarà anche ben testata la sua capacità e la fermezza nella decisione, perché a volte succede che qualcuno lasci il compito strada facendo, dato il suo notevole carico, come peso e continuità nel tempo. Non si tratta infatti mai di eventi rapidi, né apprezzati dai familiari.

L’incarico però, per quanto possa essere lungo, anche di vita in vita, ha una conclusione, che si realizza con il successo dell’opera o con il suo abbandono, perché è diventato ancora più oneroso del previsto e nuove circostanze spingono in altra direzione o perché, più di rado, non è più necessario. L’eventualità migliore o più agognata da chi interpreta il ruolo di frangi karma è che i membri della famiglia accettino la nuova impostazione, dato che in tal modo lo scioglimento del vecchio karma è più semplice e i suoi effetti più evidenti. Una seconda agognata soluzione è che i membri della famiglia si rendano conto del nuovo positivo, se non in vita, poco prima di lasciare il corpo o almeno subito dopo.

Nell’Aldilà è più facile avere la cognizione di corretto e no ai fini di uno sviluppo collettivo, ma chi lascia il corpo porta i propri schemi mentali, almeno in parte, e se non si è allenato un po’ prima di lasciare il corpo, è molto difficile che possa abbandonarli dopo, a meno che non sia estremamente aiutato nell’Aldilà e l’intervento di chi infrange il karma vada oltre la demarcazione vita morte, come solitamente è, e continui con perseveranza ad agire. Il che significa esserci con determinazione e consapevolezza, con amore e fede,  nei momenti più bui e nonostante tutto.

È un rischio, perché non si può avere la certezza dei risultati, in quanto tutto può cambiare in qualsiasi istante. Per questo i modificatori di karma sono molto addestrati e sempre supportati.

È un compito impegnativo, che può spezzare pesanti catene familiari molto antiche, che portano i membri della famiglia a reincarnarsi spesso nello stesso nucleo e ad appesantire ancor più i loro meccanismi, fino a che non ne avvenga la rottura. Tanto più le impostazioni di famiglia sono radicate e tanto più numerosi sono i componenti che le sostengono e tanto più tempo e attenzione richiederà il lavoro da svolgere per infrangerle e poter sciogliere il karma di famiglia o preparare il terreno perché questo avvenga. Ma un buon lavoro da sempre risultati, anche se non subito visibili in un tempo lineare.

REINCARNAZIONE, KARMA E NODI KARMICI

Il karma e la reincarnazione, sono fondamentali per la nostra evoluzione umana e prenderne conoscenza è importante per poter essere più liberi e consapevoli. Per chi avesse ancora dei dubbi sull’esistenza della reincarnazione, suggerisco solo di considerare la totale differenza di possibilità tra una persona che muore giovanissima e una che muore in età molto avanzata. È chiaro che le due non possono avere le stesse opportunità di tempo, senza considerare altro, per poter fare qualche cosa, di qualunque natura essa sia. Questa sarebbe una profonda inspiegabile ingiustizia, se vi fosse una sola esistenza. Ma vista da un punto di vista di tante incarnazioni ha una logica, perché ciascuno segue il proprio percorso di vita in vita, per sperimentare ciò che gli è utile per evolvere. E in questo non vi è ingiustizia.

Inoltre capita a tutti di avere alcune sensazioni vedendo un posto o una persona, di sentirsi a proprio agio con qualcuno o di avere disagi in presenza di altri. Sicuramente questo può essere dato da uguali o contrastanti vibrazioni, ma non solo. Con alcuni a volte sembra che ci siamo conosciuti da sempre e invece è la prima volta che ci incontriamo, oppure sentiamo una grande affinità di anima. Anche questo trova spiegazione solo con vecchie conoscenze di altre esistenze.

Infine, alcuni spontaneamente ricordano altre esistenze o fatti avvenuti in luoghi dove vanno per la prima volta e anche questo si può spiegare solo con la reincarnazione, perché i dettagli di ciò che si prova e vede sono talmente nitidi e forti da non avere altra motivazione.

Tutti i Grandi hanno parlato della reincarnazione e del karma ad essa legato. Anche Gesù ne parlava, come risulta dai testi non ufficiali della Chiesa, come per esempio i ‘Vangeli Esseni della Pace’. Sai Baba dice che essere vegetariani e credere nella reincarnazione sono i due aspetti fondamentali per la spiritualità. I due indispensabili per il cuore e la mente, direi. Altrimenti partiamo da basi infondate e siamo destinati a continuare a vagare nella falsità delle apparenze che ci vengono raccontate. Meglio rischiare di sbagliare in prima persona, piuttosto che sbagliare conto terzi, facendo scelte altrui, senza neanche porsi domande.

La parola sanscrita Karma significa azione, intesa come azione di pensiero, parola e agire fisico, come tutto ciò che abbiamo fatto, facciamo e faremo e come ciò che ci arriva in ritorno delle nostre azioni.

Ogni azione che compiamo viene registrata nell’Akasha, la memoria divina che tutto pervade e che si espande nell’etere in cui siamo immersi. Quando ricordiamo attingiamo lì, che lo si sappia o no. Ogni nostro comportamento mette subito in moto una reazione e una risonanza a questo legate e affini, che tornano a chi ha fatto l’azione. Il tempo impiegato perché questo avvenga varia, a seconda di molti fattori concomitanti che riguardano noi, altre persone, situazioni e momenti. Ma una cosa è certa, il karma fatto ritorna al mittente come un boomerang, solitamente accentuato e sempre risonante l’azione da cui è partito.

Non è una punizione, che non è prevista nel Cosmo e non servirebbe, ma può essere visto come una spinta a modificare il proprio atteggiamento in senso più consono alle leggi divine, oppure un ritorno di ciò che si è fatto, come incentivo a proseguire. O semplicemente come una regola senza giudizio, che ripropone ciò che è stato fatto, perché è stato messo in moto quel meccanismo e il Cosmo è sempre pronto a supportarci in ciò che vogliamo e facciamo. Comunque sia, la legge è uguale per tutti e tutti passiamo attraverso varie interpretazioni di vita, anche molto contrastanti tra di loro, per poter apprendere.

Uno che è stato mendicante nella vita passata, in questa potrebbe essere ricco, perché deve sperimentare quella situazione per poter fare dei passi in avanti nella sua evoluzione, oppure viceversa. Poco importano in realtà le nostre condizioni sociali da un punto di vista evolutivo, ciò che importa è che cosa facciamo delle possibilità che abbiamo e come ci comportiamo. Cioè come usiamo il nostro libero arbitrio, che in genere si può muovere tra due fondamentali possibilità, strette nella condizione in cui viviamo e che ci siamo creati con decisioni passate di questa o altre vite, tutto in un concatenarsi di azione, reazione e risonanza, sempre registrate dall’Akasha.

Non serve andare ad indagare sul motivo di tutto, cosa che non potremmo neanche riuscire a fare, ma può essere utile considerare alcuni aspetti fondamentali e ricorrenti per noi e vederne i legami con altri passati, al fine di sciogliere vecchi nodi karmici pesanti.

I nodi karmici sono generati dal ripetersi di nostre modalità comportamentali, legate a situazioni simili o uguali a quelle già vissute in altri momenti. In genere più sono ingarbugliati e più hanno origini antiche e più sono persistenti. Accorgersi di starli vivendo non deve spaventare, ma al contrario può darci lo stimolo e la possibilità di uscirne, sciogliendo i legami che ancora ci tengono allacciati al ripetersi di situazioni pesanti e opprimenti.

Non è facile, perché generalmente non si sciolgono nodi karmici in poco tempo, ma la consapevolezza ci mette nella condizione di poterlo fare al meglio e in modo definitivo. A tal fine servono pazienza, che con i nodi karmici, specie se più insieme, è inevitabile imparare almeno in parte, e determinazione consapevole di farcela, perché niente ci è dato che non si possa affrontare. Naturalmente i momenti di sconforto prendono, perché questo fa parte della crescita, in quanto si capisce solo quando si prova qualche cosa.

Aiuta però sapere che se il nostro comportamento è corretto, quando si è in pieno attacco o ritorno karmico, siamo particolarmente aiutati dal Divino, da Angeli, Divinità e Grandi esseri che ci stanno accanto, anche se non ce ne accorgiamo. Tanto aiutati da poter essere liberati del ritorno più pesante che dovremmo avere di ciò che abbiamo fatto in passato. Ci sono molte storie di yogi e avatar, elevate incarnazioni di Dio, che hanno preso un peso destinato a un loro discepolo pronto per evolvere, ma che non avrebbe potuto farcela con gli eventi che stavano per arrivargli. Sai Baba dice che il karma è come una freccia, che una volta scoccata deve giungere a destinazione, ma Dio può mettere la mano e parare il colpo. E trasformare per esempio un cancro mortale in una semplice influenza, assimilando il resto su di sé e trasformandolo.

Ciò non vuol dire che così diventiamo passivi, ma al contrario che con il nostro modo di agire siamo entrati in sintonia con forze superiori, raggiungendo con loro un livello ed un accordo maggiori. Di queste trasformazioni ce ne sono molte più di quanto si possa pensare, solo che spesso non ne siamo consapevoli.

Nel Cosmo non esiste lo spreco e quando un’energia è pronta per essere trasformata, è naturale che altre forze in sintonia si attivino per aiutarne il cambiamento, perché l’elevazione di un singolo porta a quella di altri e dell’insieme. Considerando che siamo tutti uno, questo è estremamente logico e intelligente, perché l’evoluzione di uno fa bene a tutti.

La reincarnazione in genere comprende tantissime vite, che naturalmente non sono solo in forma umana, dato che lo spirito che ci anima si veste di tutte le forme che la vita conosce. Questo infatti dicono le antichissime scritture, i Veda, e tutti i Grandi che hanno illuminato il mondo. Noi indossiamo un vestito, come si può  vestire un abito per una parte in una recita e a fine recita lo lasciamo andare perché non ci serve più, per poi tornare a recitare un’altra parte che in quel momento ci si confà maggiormente.

Se impariamo a ricordare, nella nostra memoria akashika sono comprese infinite esistenze, tra le quali alcune ci sono particolarmente vicine in questo momento e ci potrebbero aiutare a capire reazioni e comportamenti che ancora ci pesano. Alcune di queste vite possono essere in forma animale e possono aiutarci a comprendere il dolore, le aspettative e i sentimenti di specie diverse dalla nostra, oltre a poterci far capire meglio il perché di alcuni nostri disagi e paure.

Poterle ricordare provandone alcune sensazioni è un dono, che ci aiuta a svolgere il velo che ci avviluppa e ci fa prendere l’apparenza per realtà. Entrare in sintonia con ricordi passati ci dà la possibilità di aprire un po’ il cuore e diventare più umili e saggi, perché ci aiuta a non giudicare, capendo che tanto siamo stati e tanto potremmo essere. In quest’ottica sentirsi superiori per questioni sociali o altro diventa senza senso, perché anche noi siamo stati o potremmo essere come altri sono ora. E persino rispetto agli animali possiamo capire meglio che il rapporto che dovremmo avere verso di loro è solo da fratello maggiore verso quello minore, perché le anime incarnate nei loro corpi stanno facendo un passaggio che noi abbiamo già fatto.

Siamo anime in viaggio per ora in un tempo lineare di terza dimensione, che ci appesantisce con il suo prima e dopo, facendoci pensare che esista solo questo livello e che non si possa rimediare al passato e che questo pesi sempre su di noi come un giogo o peggio. In realtà non è così, possiamo dare una diversa connotazione al passato agendo nel presente e se abbiamo la consapevolezza di ciò che vogliamo rivedere il lavoro diventa più fattibile.

In quest’epoca soprattutto possiamo fare molte modifiche al nostro comportamento e stile di vita per ritornare alla nostra essenza di esseri luminosi in tempi brevi, perché adesso tutto è accelerato. Se generiamo karma, questo ci torna indietro subito o quasi e ciò ci aiuta a liberarcene con maggiore rapidità, anche se come impatto del momento può essere più pesante.

Liberarsi dal karma significa sciogliere e superare i legami col passato, sia remoto che vicinissimo, e evitare di crearne di nuovi, cioè evitare di generare ancora karma. Ciò si fa solo con il distacco e l’abbandono delle aspettative sui risultati delle proprie azioni e questo porta a non doversi più incarnare sulla Terra nella terza dimensione.

 

KARMA SINGOLO, COLLETTIVO E TEMA NATALE

Il karma comprende interamente la nostra vita, la indirizza e la plasma a seconda di come ci muoviamo nelle situazioni che viviamo e di come agiamo o reagiamo alle sfide dell’esistenza. Karma significa azione, conseguenza, sfida e come tutte le parole sanscrite ha una connotazione molto più vasta di quella relegata alle singole parole di una lingua attualmente parlata. Ugualmente sono ampie le sfaccettature del karma che indirizza la nostra vita in un succedersi di eventi, che portano ad arrivare esattamente là dove è meglio per noi essere, per poter comprendere ciò che abbiamo da modificare e rivedere.

Non è una punizione, né un impedimento, anche se spesso può essere visto così, ma piuttosto una via da noi stessi tracciata in un susseguirsi di vite, che in realtà appartengono ad una sola. Il karma viene spesso considerato da un punto di vista strettamente personale, con l’idea che possiamo cambiarlo a seconda della nostra decisione del momento, ma in realtà esso ha molte sfaccettature, che si rifanno a scelte e azioni collettive, di famiglia, gruppo, luogo, nazione, continente, pianeta. E naturalmente di specie. Ognuno di noi ha principalmente i propri comportamenti da rivedere e curare, per generare unicità in pensieri, parole e azioni. Ma a volte i nostri sforzi non sono così prontamente ripagati con successi e cambiamenti, non solo perché il nostro karma passato ci porta a dover attendere, ma anche perché qualcuno che ha deciso di evolvere con noi, con il nostro consenso, non è ancora pronto.

Nell’Aldilà, che non è un luogo specifico, ma piuttosto uno stato di essere, prima di ogni incarnazione, abbiamo la possibilità di decidere e programmare, almeno in parte, l’esistenza che andiamo a incarnare e, per fare questo, abbiamo bisogno di altri interpreti della nostra futura vita. Abbiamo bisogno di qualcuno con cui confrontarci e interagire. E tutto questo deve essere stabilito prima della discesa in un corpo umano. Il che richiede un grande lavoro di preparazione. Motivo per cui siamo costantemente assistiti da guide e collaboratori che ci introducono a pratiche per noi nuove e ci assistono nel da farsi e nelle scelte che sono da effettuare prima dell’incarnazione.

Tutto questo avviene tramite il patto prenatale, che coinvolge noi con noi stessi, con il nostro Sé superiore, e con altre anime pronte ad incarnarsi. Ma non sempre le decisioni prese prima della nascita vengono messe in pratica. Spesso in realtà succede il contrario, anche e soprattutto per i tempi di attuazione. Questi richiedono una grande attenzione da parte di tutti gli attori della vita decisa prima di nascere e un tale atteggiamento è difficile che venga seguito con estrema cura da tutte le parti coinvolte. Inoltre nell’Aldilà la nozione del tempo non è come sulla Terra, né questo si muove o viene percepito in senso lineare come noi siamo stati abituati a fare.

Ciò può portare a sfasature sui momenti di attuazione di un dato comportamento tra un individuo ed un altro, perché un’intenzione ben definita prima di nascere come umani può essere tradotta in pratica con più o meno rapidità o lentezza da anime diverse. Non è mai facile adattarsi ad un corpo umano, anche se ci siamo già incarnati una miriade di volte, e inoltre, perché la nostra nascita sulla Terra sia resa fattibile, noi dimentichiamo in gran parte o quasi ciò che eravamo e continuiamo ad essere e ciò che abbiamo deciso di realizzare. Questo è un bene, altrimenti l’incarnazione ci risulterebbe insostenibile e il desiderio di tornare nella nostra condizione più sottile ci spingerebbe a disattendere le lezioni della vita terrena, indispensabili per la nostra consapevolezza, portandoci al rifiuto della vita e al suicidio.

Così la vita verrebbe interrotta e la nostra evoluzione rimandata, ma con maggior pesantezze, perché non saremmo contenti della nostra scelta, appena tornati nell’Aldilà. La prenderemmo come una forma di vigliaccheria o una scorciatoia, inutile e persino dannosa. Siamo noi i principali artefici della nostra esistenza e i primi giudici delle nostre azioni, così dobbiamo fare estrema attenzione a come ci muoviamo tra i meandri del karma, fino ad uscirne completamente fuori.

Ma, ripeto, questa svolta della nostra vita non dipende solo da noi e, inoltre, vi sono molte possibilità che le situazioni cambino o si evolvano diversamente. Quando decidiamo come vogliamo indirizzare la nostra esistenza terrena prima di nascere, noi abbiamo almeno due possibilità di svolgimento, con infinite sfaccettature. Il nostro patto prenatale decide che ci si vada a muovere in una direzione, ma prevede che questo possa accadere in una modalità o in altra.

Sta a noi scegliere la più conveniente e meno dolorosa per noi anime. In questa alternativa, vi sono sfumature più o meno sottili, che ci portano a considerare con maggiore o minore consapevolezza il da farsi. A volte abbiamo percezione che alcuni momenti siano più importanti per lo sviluppo delle nostre vite, o è come se avessimo una porta tempo che si apre dentro e davanti a noi e ci dà la possibilità di attraversarla per raddrizzare il tiro, o per avanzare più rapidamente. Così la via che avevamo abbandonato si staglia nuovamente davanti a noi e viene riunito un percorso che stavamo abbandonando, contro le nostre stesse decisioni prese nell’Aldilà.

Non vi è spazio, in tal modo, per deviare completamente da ciò che è la nostra scelta e questa diventa ineluttabile, anche se molto rimandabile in una linea temporale che consideri il poi e il prima. A questo ci dobbiamo abituare, a vedere la meta davanti ai nostri occhi interiori, per poter raggiungere lo scopo di tutta la nostra esistenza terrena in piena consapevolezza e gioia, perché è una nostra decisione, e reimpostare il tempo dal nostro punto di vista più evoluto, che può spostare, riprendere e considerare i portali spazio temporali, come più è utile all’evoluzione propria e collettiva.

La collettività, si è detto, può essere quella limitata di una famiglia più o meno ampia, o quella di un gruppo, una città o paese, una nazione, continente, pianeta o specie.

Noi come razza umana abbiamo delle responsabilità verso le specie meno evolute come possibilità di crescita e indipendenza, sia sottile che pratica. E questo nostro dovere, che noi stessi abbiamo cercato o almeno accettato nello sviluppo di apprendimento dell’anima, ci porta a dover considerare le prerogative umane ad ampio raggio, che tutti gli appartenenti al gruppo umano hanno la necessità di osservare per evolvere. Tutti, prima o poi, dobbiamo arrivare a farlo. Per questo le più antiche scritture sacre come i Veda, cioè quelle estremamente ricche di indicazioni utili per la nostra evoluzione, parlano di diversi tipi di incarnazione umana. Sai Baba dice che ci sono quattro livelli di umani, il diabolico, il sub umano, l’umano e il divino.

Come lo stesso Darwin ha constatato, scopo della vita è l’evoluzione e pertanto tutti tendiamo al divino e lì dobbiamo arrivare, dove già siamo, al di fuori del tempo. Ma finché ci muoviamo nella linea spazio temporale, in un ambiente di terza dimensione, abbiamo a che fare con il movimento avanti o indietro e con l’evolvere o il retrocedere, anche se tutto nel complesso porta all’avanzamento, perché aiuta ad acquistare conoscenza e consapevolezza, indispensabili per il raggiungimento della divinità, o realizzazione o fusione nel Tutto, o comunque si voglia chiamare.

L’attività che noi mettiamo nel rincorrere noi stessi già evoluti e nello scegliere i passi successivi che ci portano più vicini alla meta, si attua anche grazie all’altrui scelta e azione. Si è detto che non siamo staccati e indipendenti, né come umani, né come membri di uno stesso gruppo più o meno ampio e di ciò dobbiamo tenere conto, prima di svolgere le nostre attività al meglio.

Rifuggire da considerazioni etiche, che rispecchiano le nostre scelte umane e prenatali, ci allontana dalla meta, per quanto possa sembrarci il contrario. Spesso il decidere immediato, sulla base del nostro tornaconto pratico, non ci accompagna nella giusta direzione, ma ce ne allontana. Abbiamo visto che il deviare dalla meta è in realtà momentaneo e che poi si ristabilirà il percorso primario, ma tali deviazioni portano sofferenza e generano confusione di mente e sentire. Allontanano dalla divinità umana e dalla pace che l’accompagna e precede. Ecco perché non risultano convenienti, anche se sul momento possono apparire di estrema attrazione e semplicità.

Non è di facile comprensione il karma, per quanto riguarda le sue infinite sfaccettature, ma nelle sue linee guida questo è solido e puntuale in ogni suo aspetto, che si comprenda o no. Dato che tutti ne abbiamo a che fare, almeno fino a che abbiamo un corpo umano, ci converrebbe considerarlo e conoscerne i meccanismi, senza adirarsi se non raggiungiamo subito i risultati desiderati, o se le circostanze non ci vengono incontro come vorremmo. Le regole sono uguali per tutti, ma hanno diverse manifestazioni e apparenti ritardi, perché ognuno ha il proprio cammino e i propri aspetti sui quali porre l’accento. Vista così, tutto è perfetto in una visione globale e certo perfettibile nei singoli aspetti. Dipende da dove vogliamo sottolineare la nostra attenzione e poggiare lo sguardo interiore. Ma certo il karma va studiato e considerato per un’evoluzione maggiore, più rapida e gioiosa, o almeno molto meno pesante. Quando si conosce il meccanismo di qualche cosa, siamo più capaci di fluire insieme alla cosa in questione o di utilizzarla.

Allora il karma può avvilupparci e persino difenderci con la nostra compartecipazione, se siamo consapevoli della sua importanza e inevitabilità, perché ci conduce dove dobbiamo andare, che si sia deviato o no dal percorso precedentemente scelto come tema natale. Il segreto è fluire, accettare i momenti bui come inevitabili per la comprensione. Niente è una punizione, solo noi a volte ci vogliamo punire, non altri o altro. Inoltre a nessuno è dato più di quanto possa sopportare, perché noi stessi abbiamo scelto i nostri pesi e passaggi nell’Aldilà, prima della nascita fisica. E in tale decisione siamo stati aiutati e appoggiati da maestri e suggeritori, che ci hanno fatto constatare in anticipo le difficoltà e possibilità a cui potevamo andare incontro, supportandoci nella comprensione della scelta.