Le Ali delle Fate

LE ALI DELLE FATE

 

Nel lontano mondo a divenire, c’è un luogo benedetto, senza spazio e senza tempo, dove è ancora il Regno delle Fate. Sembrerà strano a qualcuno che è scettico, ma quel regno è il più bello che io abbia mai visto. È illuminato da una luce potente eppure non fastidiosa, è soffuso di colori oltre ogni dire, delle pulsazioni dell’arcobaleno e con le sfumature più vive che una goccia d rugiada possa offrire.

È il luogo dove gli amanti del Bello soffrono quando se ne devono distaccare e gli aspiranti alla Gioia premono per poter entrare. È un piccolo, omnipervadente luogo, dove chiunque voglia amare le Fate sottili e i loro colori, può entrare solo con il cuore puro di un tenero bambino. C’è questo posto e io l’ho visto nei miei sogni, nei ricordi dell’infanzia di una vita passata, nel sogno più bello a cui si possa aspirare in questo mondo opaco.

Non è lontano, non è vicino, è dentro di noi, nelle sfere intorno alle nostre teste, nelle idee più belle e gioiose, nelle speranze amorevoli e nella tenacia più buona. Ma non è solo un posto frammisto agli altri. Ha anche una sua esistenza e consistenza, si sposta con l’aria e con l’alito delle farfalle.

Appare allo sbattito di ali delle Fate e si copre con le loro vesti più lunghe, per lasciare che gli umani più consapevoli si diano da fare per ritrovarlo. Io so che vi piacerebbe, se lo vedeste. Anche a voi più scettici e a voi disincantati, perché quando le Fate vogliono portare da loro un amico umano, per questi appare un nuovo mondo, senza epoca e spazio definiti.

Ma bisogna essere invitati e spinti dal nostro cuore più profondo, non dalla tristezza o dal rancore, né dalla paura o dalla sete di potere. Solo una sana conoscenza della Verità è ammessa come stimolo, oltre all’amore giusto, aperto e grato all’Universo.

Quando ero piccola, in una vita lontana, mi accadde un fatto diverso dall’usuale, anche in quell’epoca più propizia dell’attuale alle cose della Fantasia intesa come verità manifesta in pensieri di ciò che sarà o già è. Vidi una volta, in un bosco lontano da casa, una piccola farfalla strana, con tanti colori mai visti tutti insieme e di un’iridescenza che abbagliava al sole del mattino. La seguii, perché sembrava parlarmi col suo battito di ali e sembrava che volesse proprio questo.

Non tardai molto a rendermi conto di essermi allontanata alquanto dagli adulti con cui ero e che il luogo dove la farfalla mi aveva condotta era lo stesso dei miei sogni più belli, quando il risveglio mi appariva una delusione o una sofferenza. La farfalla si fermò, fece un fremito con le ali e apparve al suo posto una Fata stupenda e maestosa, dalla veste verde dei prati e dai veli di luce trasparente vibranti di tutti i colori, come più grande non avevo mai visto nei miei disegni di scuola. Ero incantata e fu lì che la mia amica Lilipuc mi disse con la voce sottile, che ondeggiava allo sguardo del vento:

“Sarò lì dentro al tuo cuore per il resto dei tempi di questa mia vita mortale e con le tue tante esistenze io danzerò per supportarti, bambina mia, mia grande amica. E quando sarà passato il sorriso dal mio volto e le mie ali saranno sgretolate dal pensiero degli uomini, io rinascerò nel tuo pensiero più puro e prenderò possanza e forza nei tuoi sguardi di amore verso ogni essere indifeso della natura e verso le sue meraviglie.

Io sono nei tuoi sguardi più dolci, nel tuo sentire più coraggioso, nel tuo sospiro d’amore per Dio, l’Universo e tutte le sue creature. Io sono la tua Fata del cuore. Nasco col tuo sorriso più puro e buono e nella tua immaginazione più fervida. Sospiro con te di gioia all’alba e al tramonto, al vibrare di un fiore e all’intrecciarsi dell’erba con l’aria.

Mi nascondo solo un po’, perché tu mi cerchi meglio, mi copro alla vista del mondo pesante per difendere il mio pianeta. Ma ricorda che per te e per chiunque tu voglia portare, se sarà di cuore puro, io aprirò la mia casa con tutte le sue meraviglie.

Non ci sono limiti alla mia fantasia e creatività. Io so come fare per rendere bello il posto dove si vive e tutto il suo mondo. Unisciti a me nel farlo. Non ti preoccupare se a volte non riuscirai. Io ti aspetto e ti seguo, perché sei la mia beneamata e protetta, piccola mia, mia grande anima.”

Così dicendo, Lilipuc sbattè più forte le ali e si squarciò un velo invisibile di luce, in quel mondo già fantastico e apparvero Elfi e Gnomi, Gatti giganti con i loro padroni i Giganti, Draghi e Folletti e Unicorni e Centauri e Fauni e le Signore dell’acqua, dell’aria e del fuoco e Sirene e Ninfe e tutto il mondo incantato e reale dell’Etere.

Loro tutti vibrano intorno a noi in un’altra dimensione, in attesa di potersi svelare.

Quella mattina, poco dopo il sorgere del sole, Lilipuc mi ha chiamata per mostrarmi dove sarei sempre potuta andare, il suo Regno fatato dove i colori sono quelli dell’arcobaleno, come quelli delle grandi Fate sottili, dal cuore diamantino e dalla forza indomabile.

Per conoscerle ci vuole un cuore puro e tanto amore da condividere. Lì loro danzano e si ritirano felici. E il nostro amore diventa fatato, come il loro sguardo!

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